Il territorio

Punta La Marmora, il tetto della Sardegna

punta la marmora è il luogo più alto dell'isola. Alta quasi duemila metri, è una casa ospitale per mufloni, aquile ed escursionisti che grazie ai sentieri possono arrivare fino in cima

Nel massiccio del Gennargentu, tra i comuni di Arzana e Desulo, si trova il punto più elevato di Sardegna a 1834 metri, il tetto della Sardegna da cui si gode un panorama magnifico sulla costa orientale, l’Ogliastra e la Barbagia. Nota in lingua locale come Perda Crapìas, Punta La Marmora è dedicata allo scienziato e militare Alberto Ferrero della Marmora autore dei libri "Voyage en Sardaigne” nel 1826 e "Itineraire de l’ile de Sardaigne” nel 1860.

A causa dell’elevazione la località ha poco da spartire con il clima mediterraneo: è sempre spazzata dal vento e d’inverno la neve scende copiosa con accumuli importanti. La cima, di forma arrotondata e ricoperta prevalentemente di arbusti, viene spesso raggiunta da amanti del trekking; i principali sentieri sono il T-721 che giunge fino in cima e il T-722 che arriva ai resti del vecchio Rifugio La Marmora, entrambi attrezzati con aree di sosta.

La flora è tipicamente montana, le specie più comuni sono i ginepri nani e la viola corsa. Molto diffuso sono anche timo, avena, gramigna e le sassifraghe. Nei prati vicini alla cima è facile incontrare i mufloni, ungulati dalle corna ricurve e l’aspetto simpatico ma con cui è meglio non scherzare troppo. I cieli della zona sono solcati dalle maestose aquile reali, un rapace dall’aspetto austero che spesso richiama l’attenzione con i suoi stridii acuti.

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